Tuttaapposto In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    “Tuttapposto” è la storia di Roberto, studente universitario in un ateneo in cui i docenti vendono esami, assumono solo amici e parenti e sono dediti alla raccomandazione. Il padre di Roberto è anche il magnifico Rettore. Roberto, andando contro la sua famiglia, stufo di essere asservito al potere del baronato, con i suoi amici, decide di combattere questo modus operandi. Realizza, infatti, un’App per smartphone denominata “Tuttapposto” che valuta l’operato dei professori. Tutto ciò porterà a una serie di colpi di scena e a un’inversione di ruoli: gli studenti acquisiscono un potere inaspettato e i professori sono costretti a comportarsi onestamente pur di ottenere un buon voto.

  • Genere: Commedia
  • Regia: Gianni Costantino
  • Titolo Originale: Tuttaapposto
  • Distribuzione: Medusa Film
  • Produzione: Trump Limited
  • Data di uscita al cinema: 3 ottobre 2019
  • Durata: 90’
  • Sceneggiatura: Roberto Lipari, Ignazio Rosato, Paolo Pintacuda con Roberto Anelli e Gianni Costantino
  • Direttore della Fotografia: Giuseppe Pignone
  • Montaggio: Claudio Di Mauro
  • Scenografia: Daniela Manzo
  • Costumi: Luigi Bonanno
  • Attori: Roberto Lipari, Luca Zingaretti, Monica Guerritore, Viktoriya Pisotska, Carlo Calderone, Simona Di Bella, Francesco Russo, Maurizio Marchetti, Ninni Bruschetta, Maurizio Bologna, Paolo Sassanelli, Angela Di Mauro, Gino Astorina, Barbara Gallo, Silvana Fallisi, Sergio Friscia
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DELLO SCENEGGIATORE

    L'idea di “Tuttapposto” nasce dalla volontà di raccontare, con il linguaggio della commedia, le storture del mondo accademico aprendo ad una riflessione sul potere e cogliendone le angolazioni ricche di contraddizioni tipiche della nostra società dalle sfumature pirandelliane. Per anni sono stato studente universitario e ho vissuto la frustrazione di chi è incapace di ribellarsi ad un mondo di adulti che, piuttosto che vivere la funzione pubblica come servizio, la vive come centro di potere. Quando abbiamo cominciato a lavorare a questo film, ci siamo quindi trovati davanti una storia già scritta, nelle nostre esperienze personali, in quella dei nostri amici e nelle pagine dei giornali, che ci hanno raccontato fatti di cronaca a cui ci siamo ispirati per creare il gruppo docenti della nostra immaginaria università corrotta (e neanche tanto immaginaria).
    A volte il procedimento più complesso è stato quello di rendere credibile una realtà che spesso supera la fantasia. Abbiamo utilizzato la comicità nella funzione che io considero la più alta, quella critica, perché per me la comicità è prima di tutto motore di riflessione. L'espediente della creazione di un’App ci ha permesso di giocare in chiave comica con quelle forme di potere che da studenti universitari consideravamo inattaccabili. I professori che diventano onesti per paura di un brutto voto nell’applicazione “TuttAPPosto” rende il potere ridicolo e assume un sapore rivoluzionario. È forse questo il motivo principe per cui nasce questo film: raccontare una rivoluzione che funziona. Perché la visione “gattopardiana” della vita ci dice che non cambia mai niente. E oggi una rivoluzione sicuramente avrebbe la tecnologia come protagonista del cambiamento. Con gli sceneggiatori, tutti siciliani, Paolo Pintacuda, Ignazio Rosato e Roberto Anelli e con un regista come Gianni Costantino che ha lavorato tanto con Ficarra & Picone nella Trinacria, abbiamo scelto di ambientare la storia in una cittadina universitaria, per l’appunto, siciliana.
    In realtà avremmo potuto ambientarla ovunque. Non è infatti il luogo geografico a muovere la storia, ma i luoghi “valoriali” espressi da due generazioni, una rappresentata da me e l’altra dal grande Luca Zingaretti. Le due generazioni nel confronto de film si scopriranno, nel bene e nel male, spesso distanti, ma a volte incredibilmente vicine.

    NOTE DI REGIA


    “Tuttapposto” vuole essere il ritratto allegorico di un intero Paese che basa tutto sulla raccomandazione, dove il concetto di meritocrazia è solo declamato ma non viene quasi mai messo in pratica. Vizi e comportamenti di “malcostume” oramai radicati in noi italiani, convinti che tutto sia raggiungibile solo se c’è la classica “spintarella”.
    La commedia ruota attorno al mondo universitario con il suo “sistema” nascosto (ma in certi casi neanche troppo se non addirittura ostentato) di baronato e nepotismo.
    Per la messa in scena innanzitutto ho lavorato attentamente alla caratterizzazione dei personaggi (osservandoli con uno sguardo anche sociologico); alle atmosfere degli ambienti e ai loro toni cromatici, alla vivacità narrativa tipica della commedia all’italiana dei grandi maestri.
    Dato l’impianto corale della storia ho dedicato due mesi alla selezione dei volti giusti per raccontarla, cercando di tipizzare ogni singolo personaggio, anche quelli in secondo piano.
    Per i professori ho iniziato a cercare nel mondo teatrale siciliano che vanta da sempre una ricca tradizione di attori eccellenti. Da quel mondo ho scelto alcuni dei co-protagonisti dimostratisi a mio parere perfetti come Maurizio Marchetti, Maurizio Bologna, Angelo Tosto, Gino Astorina, Rossella Leone, Barbara Gallo che hanno interpretato al meglio i ruoli a loro affidati.
    Per completare il parterre del corpo docenti e non ho scelto attori di grande esperienza non solo teatrale come Monica Guerritore, Ninni Bruschetta, Paolo Sassanelli, Silvana Fallisi, Sergio Friscia. A capo dell’Università in veste di “magnifico” rettore ho avuto l’onore di dirigere un grande attore come Luca Zingaretti che è riuscito a dare al personaggio alcune sfaccettature tra l’ironico e il grottesco senza mai dimenticare l’aspetto marziale e austero del personaggio interpretato.
    Opposti ai professori ci sono i giovani con a capo Roberto Lipari (protagonista della commedia) dotato di una sua innata grazia e naturalezza incredibile, a volte spiazzante. Le altre giovani promesse sono: Francesco Russo, Simona Di Bella, Carlo Calderone e Viktoriya Pisotska che hanno dato freschezza e spontaneità alle dinamiche tipiche degli studenti universitari che si ritrovano fuori sede a condividere gli stessi spazi.
    Come cornice scenografica di questa città immaginaria dal nome “Borbona Sicula” ho scelto Catania con i suoi interni sontuosi ricchi di stucchi, dipinti e affreschi ed Acireale con la sua architettura barocca di pietra lavica proprio per ricreare quell’atmosfera da Gattopardo dove i signori baroni universitari agiscono impuniti e strafottenti.
    Per questa commedia con il direttore della fotografia, Giuseppe Pignone, abbiamo scelto di utilizzare le lenti anamorfiche attraverso le quali poter meglio catturare gli ambienti pomposi del rettorato universitario e al tempo stesso creare rapporti visivi nuovi tra i protagonisti, fatti di distanze che lentamente si colmano.
    Abbiamo inoltre deciso di utilizzare un linguaggio diverso per i mondi opposti che raccontiamo: una macchina da presa mobile e fluida per seguire i giovani, caratterizzati da “rapporti umani veloci” al tempo dei “social” e al contrario immagini più statiche per rappresentare il mondo dei “Baroni” ben saldi sulle loro posizioni difficili da scardinare.
    Penso che una delle funzioni della commedia sia quella di fare da lente d’ingrandimento che ci permetta di osservare in profondità il costume, i comportamenti, le credenze, il clima culturale di un’epoca. Per me il racconto cinematografico, anche quello “leggero”, deve avere una missione etica e attraverso la messa in scena, per definizione falsa, si riesce a raccontare meglio la realtà.

    Gianni Costantino
     

    Gianni Costantino
    (Regista)

    Gianni Costantino nasce a Caserta il 5 maggio del 1971. Nel 1991 si trasferisce a Bologna dove studia cinema e scienze della comunicazione alla Facoltà di Lettere e Filosofia – indirizzo DAMS. Durante gli studi universitari impara il mestiere del Cinema con il gruppo "Ipotesi Cinema", la scuola di formazione al linguaggio cinematografico diretta da Ermanno Olmi e Paolo Valmarana. Matura così esperienze di scrittura, regia, fotografia e montaggio in diversi cortometraggi e documentari ideati, prodotti e realizzati nei laboratori collettivi della scuola di Cinema.
    Dal 1994 inizia la sua carriera sul set come aiuto regista e casting director in più di venti film e spot pubblicitari con diversi registi italiani e stranieri. Tra questi Daniele Luchetti, Giuseppe Bertolucci, Sergio Rubini, Alessandro D’Alatri, Ficarra e Picone. Ha scritto e diretto alcuni cortometraggi e documentari che hanno avuto riconoscimenti in festival nazionali e internazionali. La commedia “Ravanello Pallido” con Luciana Littizzetto, Massimo Venturiello, Neri Marcorè segnò il suo esordio come regista di un lungometraggio.
    “TUTTAPPOSTO” con Roberto Lipari, Luca Zingaretti, Monica Guerritore, Ninni Bruschetta, Silvana Fallisi, Sergio Friscia, è il suo secondo lungometraggio.


    Roberto Lipari
    (Attore protagonista, autore del soggetto e sceneggiatore)

    “Sono nato negli anni 90 e sono sempre stato Roberto Lipari. Da 3 anni a questa parte sono “Roberto Lipari, quello che fa il comico”. Infatti nel giugno 2016 ho vinto il primo talent per comici italiano “Eccezionale Veramente” con i giurati Diego Abatantuono, Selvaggia Lucarelli, Paolo Ruffini, Renato Pozzetto, Rocco Tanica e Pupi Avati. Dopo quell’esperienza sono passato da essere un ex studente di medicina che faceva l’autore comico per “campicchiare”, ad essere finalmente quello per cui dovevo scrivere i testi. Negli anni successivi sono entrato a far parte nel cast fisso di “Colorado” su Italia Uno per le successive due edizioni. Ho condotto con Francesco Facchinetti “Eccezionale Veramente 2017” e ho preso parte al film “Classe Z” della Colorado film. Nel frattempo, in questi 3 anni, sul web ho avuto la fortuna di raccogliere milioni di visualizzazioni grazie ad una fitta attività di video-web satirici. Oggi ho l’occasione di debuttare al cinema come sceneggiatore e protagonista. Visto che il mio film tratta il mondo delle raccomandazioni e io sto evidentemente andando veloce nella mia carriera, volevo solo precisare che mio zio Senatore della repubblica non c’entra nulla. Sto scherzando ovviamente, scusatemi, sono pur sempre “Roberto Lipari, quello che fa il comico.”

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF   

    1)    Tuttapposto vuole essere il ritratto, nella nostra società, dal valore pestifero della raccomandazione, ovunque e per chiunque, persino, come racconta il regista Gianni Costantino, nelle aule universitarie! Questo raccomandarsi degli studenti ai professori, per la verità, c’è sempre stato ma, pochi anni fa, in molte università è valsa una sorta di accordo tra professori che coinvolgeva non solo studenti, ma anche assistenti e professori associati italiani. Come si sono realizzati questi accordi che hanno coinvolto, nel corso degli anni, dal punto di vista giuridico, non poche università italiane?

    2)    A tutt’oggi si parla di “Baroni”, quando ci si riferisce a professori universitari importanti non solo per scienza ma anche per ruolo come Magnifico Rettore, capi di istituto, titolari di cattedra, ecc. ecc. Nelle aule giudiziarie, in processi specifici, molto si è parlato dei rapporti tra professori di università diverse che si aiutavano, scambiandosi i raccomandati non studenti ma assistenti, possibili professori associati.
    E’ in un ambiente come quello citato attraverso gli esempi precedenti che si trova Roberto, il protagonista del film, figlio, oltretutto, del Magnifico Rettore dell’Università della città inesistente di “Borbona Sicula”?

    3)    Perché e come Roberto decide di combattere l’asservimento alla raccomandazione, il potere del baronato quando, per lui, accettando la situazione, tutto sarebbe più facile?

    4)    Quando e come Roberto, con un gruppo di amici, decide di combattere queste baronie universitarie, nel film, (e nei processi), presentate come imperanti?

    5)    Come il gruppo di amici riesce a mettere in crisi i professori spingendoli a valutare il loro operato, sia quello evidente, sia quello celato?

    6)    Purtroppo è un sogno ma sarebbe  meraviglioso poter arrivare tra professori e studenti a un’inversione di ruoli in nome della giustizia come quella narrata del film. Ma …. Chissà! Non è forse bello sognare? Nel film i ragazzi ci riescono! E ritornando sempre a un mondo della fantasia ome quello immaginato in “Tuttapposto”, cosa accade?

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