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Coraline e la Porta Magica

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Coraline è un'avventura meravigliosa ed elettrizzante, divertente e piena di suspense che combina l'immaginazione visionaria di due super fantasisti - il regista Henry Selick (Nightmare Before Christmas) e lo scrittore Neil Gaiman (Sandman) - e fa onore e ridefinisce due tradizioni cinematografiche. E' un film d'animazione stop motion e, primo ad essere concepito e fotografato in 3-D stereoscopica, diverso da tutto quello che il pubblico abbia mai visto prima.

    Coraline Jones è una bambina di 11 anni esuberante, determinata, curiosa e avventurosa e molto matura per la sua età. Lei e suoi genitori si sono appena trasferiti dal Michigan in Oregon. Sentendo la mancanza dei suoi amici e trovando i suoi genitori sempre occupati con il loro lavoro, Coraline cerca di trovare qualcosa di eccitante da fare nel suo nuovo ambiente. Fa amicizia con - o, come la vede lei, è infastidita da -un bambino della sua età, Wybie Lovat; e va a fare visita ai suoi vicini più grandi, le eccentriche attrici inglesi la Signorina Spink e la Signorina Forcible e l'ancora più eccentrico russo Signor Bobinsky. Dopo questi incontri, Coraline dubita seriamente che in questa sua nuova casa ci possa essere qualcosa di davvero intrigante per lei...

    ...e invece c'è. Coraline scopre in casa una porta segreta. Attraversandola e avventurandosi in un corridoio misterioso e spaventoso, scopre una versione alternativa della sua vita e della sua esistenza. All'apparenza questa realtà parallela è molto simile alla sua vita vera - ma è decisamente migliore. Gli adulti, inclusa la premurosa Altra Madre, sembrano molto più accoglienti con lei. Qui Coraline è al centro dell'attenzione - anche di quella del misterioso Gatto (Keith David). Lei comincia a pensare che questo Altro Mondo sia forse quello a cui appartiene veramente. Ma quando la sua meravigliosa, fantastica visita diventa pericolosa e l'Altra Madre fa piani per tenerla lì, Coraline mette insieme tutto il suo ingegno, la determinazione e il coraggio per ritornare a casa - e salvare la sua famiglia.

  • Genere: Animazione
  • Regia: Henry Selick
  • Produzione: Henry Selick
  • Data di uscita al cinema: 2009
  • Durata: 100 minuti
  • Sceneggiatura: Henry Selick
  • Scenografia: Henry Selick
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:


    La genesi di Coraline

    La storia di Coraline Jones e la sua avventura nell'Altro Mondo ha attraversato molti stadi del raccontare - da padre a figlia, da penna a carta, da libro a film, da uno studio allo schermo 3-D.

    C'era una volta - all'inizio degli anni ‘90 - Holly, la figlia dell'autore Neil Gaiman, che aveva, come lui stesso ricorda: "quattro o cinque anni. Tornava a casa da scuola e mi trovava seduto a scrivere. Allora si arrampicava sulle mie ginocchia e mi dettava piccole storie che parlavano spesso di piccole bambine di nome Holly le cui madri venivano rapite da streghe cattive che assomigliavano proprio alle madri stesse.

    "Ho pensato allora di andare a cercare un libro così per lei. Ho guardato ma non ho trovato niente che somigliasse neanche remotamente alle sue storie. Allora ho pensato che avrei potuto scriverlo io, e ho cominciato."

    Holly Gaiman dice: "Coraline era una storia che mio padre mi leggeva a pezzetti quando ero piccola, una storia che aveva iniziato a scrivere per me e che nessun altro aveva mai sentito o letto. E' una bella storia che mi perseguita e ispira da quando sono piccola."

    Ma dopo aver scritto qualche capitolo, Neil Gaiman si è ritrovato nel pieno decollo della sua carriera e quindi sarebbero passati altri cinque o sei anni prima che lui riuscisse a trovare di nuovo il tempo per tornare a Coraline. A quel punto ha pensato: " Holly sta diventando troppo grande per questa storia."

    Holly però aveva a quel punto una sorella più piccola, Maddy, e Neil Gaiman si è reso conto che se non avesse finito il libro presto anche la figlia più piccola sarebbe stata troppo grande per leggerlo. Firmato un formale contratto, Neil Gaiman si è fatto un piano di lavoro: " Per i prossimi due anni, invece di leggere a letto prima di spegnere la luce, scriverò Coraline."

    Ha cominciato a tenere un quaderno accanto al letto e prima di dormire scriveva 50-100 parole, forse 5 o 6 righe ogni sera. "Era un modo di scrivere molto lento" ammette l'autore. "E' una pagina circa ogni 6 giorni. Ma, scrivendo ogni sera, alla fine, mi sono ritrovato vicino alla conclusione." Nel 2000, finalmente, ha trascorso una settimana a finire il libro.

    Centrale nella storia è un ricordo d'infanzia dell'autore; proprio come tutti i bambini che per un po' sono certi che i loro giocattoli si animino quando loro dormono o non li guardano, il piccolo Neil Gaiman aveva i suoi sospetti domestici. Questi venivano alimentati dal vecchio maniero nel quale viveva con i suoi genitori. Gaiman racconta: "Nel salotto c'era una porta che si apriva su una parete di mattoni. Ma io ero convinto che non fosse sempre così. Ho provato più volte a sgattaiolarci dentro, mi ci appoggiavo contro, fingendo di fare altro, e poi la aprivo velocemente e guardavo.

    "Pensavo che se avessi trovato la maniera giusta per aprirla, dietro quella porta avrei trovato un corridoio. Sognavo di aprire la porta e trovare un tunnel. Nel libro, Coraline trova una porta che è stata murata, ma un giorno lei la attraversa e c'è un corridoio."

    Attraversandolo carponi, si ritrova presto nell'Altro Mondo e comincia ad ambientarsi. Sceglie di soprassedere sul fatto che l'Altra Madre e l'Altro Padre hanno dei bottoni neri al posto degli occhi. "E' un tipo di metafora che permette tante interpretazioni" dice Neil Gaiman. "E tutte sono giuste. Gli occhi sono lo specchio dell'anima, i Romani mettevano monete sugli occhi dei morti, e così via..."

    E' la scoperta di tre bambini fantasma, imprigionati tanto tempo prima dall'Altra Madre, che sprona Coraline ad abbandonare l'Altro Mondo. Si rende conto che lei è la loro unica speranza e che pure la sua famiglia nel mondo reale è in pericolo. Come dice l'autore: "Io volevo scrivere un libro su cosa significa essere coraggiosi; significa avere paura ma fare quello che devi fare, nonostante la paura e gli ostacoli.

    "Volevo anche dire che, talvolta, le persone che ti amano di più potrebbero non prestarti tutta l'attenzione di cui hai bisogno; e che, talvolta, le persone che ti danno attenzione magari non ti amano nella maniera più sana."

    La storia del dopo-scuola è diventata una storia da prima di dormire; quando ha finito il libro, Neil Gaiman leggeva a Maddy Gaiman un capitolo a sera prima di addormentarsi. Lui dice: "Se si fosse spaventata o avesse avuto dei problemi, probabilmente l'avrei messa via. Ma a lei piaceva tantissimo."

    Maddy Gaiman commenta: "E' una storia che ti trascina dentro e ti tiene là. Ti affezioni a Coraline, e fai il tifo per lei perché riesca a venirne a capo.

    Il libro, illustrato da un assiduo collaboratore di Neil Gaiman, Dave McKean, è stato pubblicato negli USA da HarperCollins nel 2002. E' stato "ai livelli della Harry Potter mania" dice l'autore. "Ma è stato anche il primo anno in cui J.K. Rowling non ha rispettato la sua scadenza, per questo abbiamo avuto dai media l'attenzione che un libro per bambini di solito non ha - e il libro è entrato subito nella lista dei bestseller del New York Times!"

    Gli autori Philip Pullman (la trilogia His Dark Materials) e "Lemony Snicket" (Daniel Handler) sono stati tra quelli che hanno lodato il libro. Neil Gaiman dice che "per i suoi premi e perché Coraline è scritto con un vocabolario molto semplice e ha una storia interessante, è stato scelto come testo per le scuole."

    Tra i premi ricevuti ci sono quello dell' American Library Association per Miglior Libro per Giovani Adulti; gli Hugo e Nebula Awards; Miglior Libro dell'Anno di Child Magazine; una citazione come Miglior Libro in Publishers Weekly, e molti altri. L'audio-libro in versione semplificata e ridotta letto dall'autore è stato eletto Miglior Nuovo Libro Audio da Publishers Weekly.

    Il libro ha ispirato un cortometraggio fatto da un trio di cineasti italiani; uno spettacolo di marionette di una compagnia teatrale irlandese; uno spettacolo di un giovane gruppo teatrale svedese; un' adattamento come graphic novel; e un musical off-Broadway in cartellone per la primavera 2009.

    Il libro ha venduto in tutto il mondo più di un milione di copie. L'autore dice: "Di tutti i miei libri, Coraline è quello che è stato tradotto in più lingue - 30."

     L'adattamento cinematografico

    Negli anni in cui scriveva Coraline, Neil Gaiman ha seguito con interesse il lavoro cinematografico del regista e animatore Henry Selick; è andato a vedere Nightmare Before Christmas (1993) la settimana in cui è uscito e poi ha visto anche James e la pesca gigante (1996). Gaiman ricorda: "Henry era sul mio radar come una straordinaria forza creativa. Parlavo con il mio agente e lui mi diceva: ‘C'è questo tizio, Henry Selick; voi due vi piacereste molto.' Così quando ho finito il manoscritto di Coraline, l'ho dato al mio agente e gli ho chiesto di inviarlo a Henry. Questo succedeva circa 18 mesi prima che il libro venisse pubblicato."

    Selick riflette: "Quando ho letto per la prima volta il manoscritto, sono rimasto colpito dalla giustapposizione dei mondi; quello in cui viviamo e quello in cui ‘l'erba è sempre più verde'. E' una cosa che conosciamo tutti. Come Stephen King, Neil ambienta le sue fantasie nei tempi moderni, nelle nostre vite. Apre, spacca le esistenze ordinarie e trova la magia."

    "Coraline è molto affascinante per me, e spero che sarà affascinante per i bambini che vedranno il film per varie ragioni. E' coraggiosa e fantasiosa e ha una curiosità travolgente; se vede qualcosa d'interessante, deve conoscerla, saperne di più. Mi è piaciuto molto che lo scenario della sua ‘erba più verde' si trasformi in qualcosa di spaventoso. Quando Coraline - una bambina normale - affronta il male vero e trionfa, questo significa davvero qualcosa, come ha detto Neil."

    Il regista aggiunge: "Neil invita il lettore a partecipare all'avventura di Coraline, e io volevo fare lo stesso con lo spettatore che va al cinema."

    Gaiman dice: "Nel giro di una settimana, Henry ha detto che voleva farlo. Il produttore Bill Mechanic - con cui aveva già lavorato prima - ha comprato i diritti per il film, e Henry ha immediatamente cominciato a lavorare alla sceneggiatura. E con determinazione l'ha finita."

    Selick dice: "Questa è stata un'opportunità ideale per portare tutto quello che so sul raccontare storie attraverso l'animazione, portare i miei strumenti a raccontare una storia con una forte protagonista."

    "Neil mi ha aiutato e consigliato dall'inizio, ma non è stato troppo attaccato al suo libro e, quando avevo bisogno di concentrarmi, mi ha lasciato solo. Vuoi fare onore alle parti importanti del libro che stai adattando, ma devi anche inventare e cambiare le cose."

    Quando Selick ha deciso di portare il look del film in un regno differente da quello disegnato da Dave McKean per il libro, ha chiamato a bordo il riverito illustratore e designer giapponese Tadahiro Uesugi come concept artist. Selick dice: "Vogliamo un look classico da libro di favole e un forte look grafico, e Tadahiro si ispira agli illustratori americani dei tardi anni '50 e inizio '60."

    Uesugi ha lavorato sul concept in Giappone per più di un anno e poi è andato negli USA per incontrare Selick e l'illustratore Michel Breton. Uesugi è poi rimasto in stretto contatto con Breton da migliaia di chilometri di distanza; avendo stabilito le pennellate e la tavolozza di colori con Breton nel corso del suo soggiorno negli USA, i due hanno potuto continuare a collaborare sui disegni a distanza.

    Con una nuova bozza della sceneggiatura approvata, Coraline è entrata in pre-produzione nel 2005. La direzione artistica e lo storyboarding sono state le prime cose, e il supervisore allo storyboard Chris Butler ha supervisionato gli illustratori dello storyboard nella visualizzazione di ogni scena e di ogni personaggio.

    Se questo è fondamentale per i film live action, lo è ancora di più per quelli d'animazione. Butler spiega: "Non è come un live-action dove puoi usare tante macchine da presa e ripetere le scene. Gli animatori muovono un fotogramma alla volta, per questo bisogna sapere esattamente che ripresa fare prima di girarla. Il vantaggio degli storyboard è che, seguendo la sceneggiatura, si lavora a fare la mappatura dell'intero film - spesso già con delle nuove idee visive incorporate - e il materiale va direttamente al reparto macchine da presa"

    Questa fase di pre-produzione aiuta a trasferire sullo schermo quello che il regista vede nella sua mente. Ci si attiene a questo processo durante tutta la lavorazione del film, con il piano delle riprese diviso in sequenze.

    Portando il processo dello storyboarding nel 21mo secolo dove penne e matite sono obsolete, Butler e il suo reparto hanno lavorato con monitor a schermo piatto Cintiq LCD Wacom, che permettono di utilizzare una penna interattiva direttamente sullo schermo. Per un preciso controllo dell'immagine sulla punta della penna e sulla ‘gomma da cancellare' ci sono più di 1000 livelli di sensibilità pressoria, mentre gli schermi sono regolabili e permettono angolazioni ottimali per lavorare.

    Con entusiasmo Butler dice: "Con il Cintiq, quello che siamo in grado di fare è costruire l'intero film da tavole di storyboard - con tanto di suono, musica e dialogo. Possiamo vederlo con Henry e assicurarci che tutto sia come deve essere."

    Come si può animare al meglio l'avventura di Coraline? L'animazione stop-motion, l'unica usata in Nightmare Before Christmas e dominante in James e la pesca gigante, è sempre stata quella che Selick aveva in mente per Coraline. Nonostante lui e Mechanic abbiano preso in considerazione elementi di animazione digitale e/o live-action, Selick ha deciso che "questa storia era perfetta per l'animazione stop-motion."

    "E lo è" concorda Gaiman. "L'animazione stop-motion unisce la fantasia con una realtà e una consistenza tangibili, e il lavoro di Henry con questa tecnica è commovente."

     L'animazione stop-motion

    "E' teatro di marionette senza fili" ecco come l'animatore di Coraline Amy Adamy descrive la tecnica dell'animazione stop-motion.

    Il capo animatore Travis Knight aggiunge: "Ogni ripresa è un'acrobazia

    "In stop-motion si può fare tutto" afferma l'artista dello storyboard Ean McNamara. "E' come scolpire con la luce."

    Il supervisore allo storyboard Chris Butler dice: "Ti perdi nel mondo della fantasia. Quando lavori ad un film stop-motion, lavori su qualcosa di speciale che speri verrà visto per decenni."

    Il processo di animazione stop-motion è stato, è, e sempre sarà caratteristico, specifico - affascinante per il pubblico in maniera peculiare. Fotogramma per fotogramma (e in un film ci sono 24 fotogrammi al secondo), gli animatori manipolano attentamente e meticolosamente oggetti tangibili (personaggi, fabbisogni scena, ambienti, ecc.) su un piano di lavoro. Ogni inquadratura viene fotografata per la macchina da presa. Quando le migliaia di inquadrature fotografate vengono proiettate insieme in sequenza, i personaggi e gli ambienti si animano in un movimento continuo e fluido. E' la magia del cinema creata manualmente.

    I personaggi di Coraline nascono grazie a una forma artistica unica. Un film stop-motion può essere paragonato ad uno live-action perché in entrambi si devono costruire e arredare i set, gli attori devono essere pettinati, vestiti, illuminati in maniera giusta - e diretti.

    Ma il mondo intero del film nasce dalla fantasia, in particolare dalle menti creative degli animatori, che muovono i personaggi di pochi millimetri per ogni singola inquadratura. Ed è proprio in questo movimento che sta la natura unica di questo modo di fare cinema.

    Henry Selick riflette: "Il miracolo dello stop-motion, e una delle ragioni per cui per me è così magico, è quello che vedi quando vedi nascere e vivere un personaggio; una vera performance dell'animatore attraverso il pupazzo. I personaggi devono muoversi, fermarsi dove è segnato e dire le battute come farebbe ogni attore in carne e ossa."

    Il primo esempio di stop-motion al cinema è il corto del 1898 The Humpty Dumpty Circus, in cui gli inglesi Albert E. Smith e James Stuart Blackton hanno usato questa tecnica pionieristica per dare vita a un circo di animali e acrobati giocattolo.

    Gli animatori europei sono stati i primi ad usare pupazzi e altri oggetti per narrare storie, ma è stato il californiano Willis Harold O'Brien che l'ha resa una forma d'arte affinandola nel corso dei decenni. La carriera di O'Brien ha compreso cortometraggi, il film del 1925 Un mondo perduto, e (con lo scultore Marcel Delgado) il primo King Kong (1933). Le armature metalliche create per quest'ultimo sono un modello ancora in uso oggi. O'Brien è stato premiato con un Oscar per il suo lavoro su Il re dell'Africa (1949).

    Uno degli apprendisti di O'Brien nell'ultimo film è stato Ray Harryhausen, che ha continuato a lavorare usando le tecniche del suo mentore e il cui "Dynamation" avrebbe ispirato generazioni di animatori, tra cui Selick. Harryhausen combinava con maestria animazione live-action e stop-motion per far interagire esseri umani e creature in film fantastici come Il risveglio del dinosauro (1953), A 30 milioni di km dalla terra (1957), Il settimo viaggio di Sinbad (1958), e Gli argonauti (1963).

    L'animatore ungherese George Pal (György Pál Marczincsák) all'inizio degli anni ‘40 è arrivato a Hollywood, dove ha prodotto una serie di cortometraggi "Puppetoon" per la Paramount Pictures. A differenza di O'Brien e Harryhausen, la squadra di Pal usava l'animazione replacement, che aveva bisogno di fino a 9.000 pupazzi o parti singolarmente scolpite a mano nel legno, ognuna leggermente diversa dall'altra, che poi venivano filmate fotogramma dopo fotogramma per dare l'illusione del movimento. Anche questa è animazione stop-motion, ma da un diverso punto di vista.

    Diversi cortometraggi di Pal sono stati candidati all'Oscar e lo stesso Pal ha ricevuto un Oscar onorario nel 1944. Il regista/produttore ha continuato ad usare la sua animazione anche in lungometraggi come The Great Rupert (1950), tom thumb (1958), e Avventura nella fantasia (1962).

    Milioni di adulti e bambini di due generazioni conoscono bene il lavoro di Arthur Rankin, Jr. e di Jules Bass. Usando la tecnica stop-motion hanno creato "Animagic"; Rankin/Bass hanno regalato ai telespettatori classici come Rudolph the Red-Nosed Reindeer (1964) e Santa Claus is Comin' to Town (1970). Bass ha diretto i film The Daydreamer (1966) e Mad Monster Party? (1967), che utilizzavano lo stesso procedimento.

    Nel 1982, l'artista concettuale della Disney Tim Burton ha fatto il cortometraggio Vincent con l'animatore della Disney Rick Heinrichs. Girato in un bianco e nero espressionistico e narrato da Vincent Price, il film è stato realizzato con la tecnica stop-motion.

    Un decennio più tardi Burton ha selezionato con cura una squadra di artisti e animatori per creare, da una sua storia originale, l'innovativo musical stop-motion Nightmare Before Christmas, chiamando il suo compagno del CalArts e collega alla Disney Selick a dirigere il film. Il regista ricorda: "Era un progetto veramente difficile, ma sapevamo che sarebbe stato un film fantastico. Con Nightmare abbiamo portato la stop-motion in nuovi campi in termini di movimenti di macchina, illuminazione, atmosfere e così via."

    Un altro decennio più tardi Selick faceva la stessa cosa con Coraline, entrando nello stesso tempo anche nello studio di animazione con base in Oregon, LAIKA Inc, come direttore supervisore per lo sviluppo di film.

    Situato a Portland, dal 2003 LAIKA ha Philip H. Knight, co-fondatore e CEO di Nike, Inc. come Presidente del Consiglio d'amministrazione. Il reparto pubblicità della società si chiama LAIKA/house.

    Oggi, questa società d'animazione che conta 550 collaboratori è specializzata nella produzione di film, pubblicità, video musicali e altri media e usa una grande varietà di tecniche: animazione digitale oltre alla stop motion, e 2D e 3D. Il primo progetto di Selick alla LAIKA è stato Moongirl (2005), un corto di 8 minuti animato digitalmente, nato da un concorso di cortometraggi indetto dalla società. L'idea del modellatore/compositore CG Michael Berger ha vinto, e Selick è stato scelto per la regia. Facendo l'inverso di quello che avrebbe poi fatto con Coraline, Selick ha adattato la storia e l'ha resa un libro per bambini per la Candlewick Press, con illustrazioni di Peter Chan e Courtney Booker, due degli artisti chiave che avevano lavorato al cortometraggio.

    La società aveva messo mano anche al film stop motion, nominato agli Oscar, La sposa cadavere (2005), diretto da Mike Johnson e Tim Burton, e fatto in Inghilterra.

    Per Coraline, era stato immaginato che il processo dello stop-motion sarebbe stato fatto come mai prima, così che la storia "avrebbe potuto essere vista attraverso il mondo di Henry" dice Neil Gaiman. "Quando ha chiamato ‘Azione!' per la prima volta sono stato contentissimo e sapevo che sarebbe stato molto divertente. Lui era l'artista che, con immaginazione e umorismo, avrebbe fatto qualcosa di speciale - con delle cose super."

  • Spunti di Riflessione:


    1. Avete mai pensato che, nella vostra casa, possa esistere un qualcosa di "magico" e "misterioso?

    2. Neil Gaiman, l'autore del libro da cui è tratto il film, racconta che, da bambino, nell'antico castello in cui viveva con i suoi genitori, esisteva una porta e quando la si apriva ci si trovava davanti un muro. E' questa, secondo voi, l'ispirazione dello scrittore per cui è nata la porta magica di Coraline?

    3. Perché Coraline si sente tanto sola nella sua grande casa, pur vivendo con i suoi genitori?

    4. Quando e come Coraline trova una porta magica che si apre verso un luogo misterioso?

    5. Coraline è descritta dai suoi autori come una bambina "fantasiosa, coraggiosa e di una curiosità travolgente". Secondo voi è più il suo coraggio o la sua curiosità che la spingono, dopo aver aperto la porta, a entrare in un corridoio buio e inquietante?

    6. Dopo aver percorso tutto il corridoio, Coraline si trova in un mondo speculare al suo in cui ella sembra trovarsi benissimo ma... quali sono i primi segnali pericolosi che noi vediamo ma che Coraline ancora non coglie?

    7. I personaggi dell'"Altro Mondo" sono identici a quelli da cui la bambina proviene ma tutti, al posto degli occhi, hanno dei bottoni. Nel "Nostro Mondo" si dice che gli occhi sono lo "specchio dell'anima": in bottoni è difficile specchiarsi per comprendere gli altri! Questa particolarità è logicamente inquietante. La si potrebbe definire anche demoniaca?

    8. I bottoni, al posto degli occhi, non possono non far venire in mente il fatto che, nell'antica Roma, si ponessero sugli occhi dei defunti due monete affinché fossero in grado di pagare a Caronte il passaggio sul fiume Stige per entrare nell'Averno. La presenza di bottoni, in sostituzione degli occhi, legandola all'antica usanza romana, non potrebbe ipotizzare la possibilità che i personaggi dell'Altro Mondo siano "morti" che si appropriano dell'identità di "vivi" per arrecare loro del male?

    9. Coraline, tra il nostro mondo e l'altro, si trova ad avere due madri. Sulla sua vera mamma, al momento, la bambina non può contare perché è disorientata, confusa e impaziente. Perché? E quanto conta il rapporto che ella ha con il suo papà?

    10. Quando Coraline trova l'Altra Madre è piacevolmente stupita dalle sue attenzioni e anche dalla sua nuova casa, identica alla prima, ma piena di luce. Quando Coraline comincia a rendersi conto che, citando un nostro vecchio proverbio, "non è tutt'oro quello che luccica"?

    11. L'Altra Madre ha accolto affettuosamente Coraline perché vuole che la bambina rimanga con lei. Quando Coraline rifiuta diventa una belva. Quali erano i suoi scopi?

    12. Nel desiderio di Coraline di lasciare l'altro mondo stregato che ormai comincia a farle paura, quale ruolo giocano i tre bambini-fantasma che ella incontra?

    13. Quando Coraline si rende conto che il bellissimo "Altro Mondo" è tutto falso al punto che il fogliame degli alberi della casa dell'atra madre è formato da fil di ferro e da palline di ping-pong?

    14. La signorina Forcible e la signorina Spink sono due ex attrici, due simpatiche anziane signore che vivono, perse nei loro sogni di gloria. Sono tranquille e gentili. Quali fattori rendono inquietanti i loro "alter ego" nell'"Altro Mondo"?

    15. Chi è e come si chiama il gigante russo di colore blu che vive sopra la casa di Coraline nel "Nostro Mondo"?

    16. E quali poteri il gigante acquista quando egli (non più lo stesso della realtà) riappare a Coraline nell'"Altro Mondo"?

    17. Cos'è e di chi è, sia nel primo che nel secondo universo il "circo del topo che salta"? Ma nell'Altro Mondo, nel circo, lavorano veramente topi o ratti? E che differenza c'è tra un topo e un ratto? Approfondite l'argomento.

    18. Perché il padre di Coraline è una figura che conta poco rispetto a quella della madre, sia nel nostro che nell'Altro Mondo?

    19. Il papà, nel Nostro Mondo, vuole bene a Coraline, la fa ridere, gioca con lei, le cucina piatti orribili insomma è divertente e simpatico. Cosa nota Coraline di diverso nell'"altro padre" rispetto a quello con cui è abituata a viere normalmente?

    20. Wybie Lovat è un bambino molto solo che Coraline, almeno all'inizio del loro rapporto, sembra sopportare. Quando Wybie si rivela per lei un vero amico?

    21. La vecchia casa in cui si è trasferita appartiene alla nonna della bambina. Perché Wybie è convinto che quella casa contenga dei segreti? Quando egli li scopre? E come riesce a correre in aiuto di Coraline?

    22. Perché e come l'Altro Mondo mette in pericolo i membri della famiglia vera di Coraline? E come ella salva se stessa e loro?

    23. Il vero amico di Coraline nei due mondi è un gatto nero con due immensi occhi verdi. Perché e come la sua amicizia salva Coraline?

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